DAY 4 Rencontres de la photographie Arles 2015

Siamo giunti al fine della settimana di apertura dei Rencontres e i nostri eroi macinano chilometri su chilometri di strade, vicoli e gallerie. Il tempo di un caffè la mattina, una birra prima di pranzo e un po’ di essenza di finocchio per digestivo e poi ci dedichiamo  solo alle fotografie e al chiacchericcio fotografico.

Arles stamane era un brulicare di teste incorniciate delle immagini appese su tutti i muri arlesiani.

Non ci sarebbe modo né tempo di elencare le mostre in e off viste oggi  e in questi giorni – basta collegarsi con i siti ufficiali – ma il silenzio delle sale espositive si mescola bene con il brusio delle formiche visitarci smaniose di guardare e, perché no, sbuffare per qualche serie di lavori noiosa o sorridere a occhi spalancati per qualche immagine sorprendente. Non nascondiamo un principio sintomatico da sindrome di Stendhal una volta entrati al Musée Reattu, contenitore della storia artistica e pittorica della zona, ma ricca di una collezione di nomi che son passati in città negli ultimi 60 anni. Sbattere la testa contro Man Ray fa male!

Poco più in là il MEP ci porta un po’ di storia della fotografia mondiale con i soliti nomi, soliti  si fa per dire. Tra un Robert Frank e un William Klein c’era spazio per il nostro Luigi Ghirri.

Non vogliamo dilungarci e come il dolce e calmo Rodano sembra calmarsi verso le ampie foci della Camargue anche noi ci siamo fatti trasportare lentamente dalla corrente delle inaugurazioni e delle letture sempre più interessanti e infine dagli amici polaroiders dell’IMPOSSIBILE Project con le loro sperimentazioni live delle nuove emulsioni a sviluppo istantaneo.

E come il calmo Rodano si va a perdere a mare anche noi adesso chiuderemo gli occhi.

P.S: L’ultima parte della nostra giornata è stata arricchita da una visita di due nostri allievi e amici, Alberto e Giuseppe, bravissimi ricercatori fotografici, che abbandonata la calura siciliana, si sono fatti attrarre dai nostri racconti arlesiani.